Laura Chatenay-Rivauday è una scrittrice e regista originaria della Martinica. Nata e residente in Martinica, ha sviluppato lì la sua visione del mondo, che oggi esplora attraverso una prospettiva unica sull’insularità, sull’eredità storica e familiare e sui confini visibili e invisibili. Dopo una carriera come giornalista, si è dedicata alla scrittura e alla regia di film, progetti sonori e videoarte. Appassionata di storie, politica e immagini, esplora forme narrative ibride che fondono cinema documentario, sound design, disegno, arte tessile e poesia. Il suo lavoro, profondamente personale, ruota attorno alla famiglia, alla memoria, alle impronte e ai simboli, che utilizza come strumenti per decifrare il mondo. Formatasi nella realizzazione di documentari attraverso residenze e programmi quali Docmonde Amazonie-Caraïbe, La Fémis e Les Ateliers Varan, cerca di far luce su aspetti spesso trascurati della Martinica e delle sue diaspore.
Giuseppe Schillaci è uno scrittore e regista che vive a Parigi. Nato in Italia, ha studiato Scienze della Comunicazione con Umberto Eco all’Università di Bologna prima di dedicarsi alla realizzazione di documentari e alla scrittura di narrativa. Membro di Eurodoc, le sue opere sono state proiettate nei principali festival internazionali, tra cui la Mostra del Cinema di Venezia, l’IDFA di Amsterdam e l’Hot Docs di Toronto. Tiene laboratori presso scuole di cinema in Francia e in Italia ed è caporedattore del blog letterario Nazione Indiana. Appassionato di storia, politica e memoria, esplora forme narrative ibride che fondono documentario, narrativa e letteratura. Il suo lavoro esamina spesso i temi del potere, dell’identità e del patrimonio culturale nell’area del Mediterraneo.
Vulcani Sacri
Vulcani Sacri è un progetto di ricerca iniziato nel 2026 da Laura Chatenay-Rivauday e Giuseppe Schillaci e che si amplierà grazie alle ricerche sul territorio durante il Festival Volcanic Attitude.
Vulcani Sacri getta un ponte tra i Caraibi e il Mediterraneo, esplorando i legami invisibili tra l’Etna, le Isole Eolie e la Montagna Pelée. L’obiettivo è creare dei video ex-voto – offerte contemporanee rivolte ai vulcani – che ne amplino le antiche tradizioni degli oggetti votivi. Combinando cinema, disegno e cartografia, tracciamo una geografia sacra reinventata, interrogandoci sulla memoria dei vulcani e sul dialogo tra gli esseri umani e le forze della natura.
Il Progetto di ricerca Vulcani sacri è in residenza al festival Volcanic attitude ed è a cura di Gaetano La Rosa
METAVOLCANIC
Nella mia interpretazione, Vulcani Sacri, come progetto di ricerca in divenire, ha dato spazio alla visione, appunto meta vulcanica, di una rete di vulcani interconnessi a partire dal nucleo magmatico e incandescente che risiede al centro della Terra. I santuari vulcanici darebbero così voce ai pensieri più nascosti e profondi del pianetaTerra. È un’idea suggestiva ma sappiamo che così non è, i vulcani non attingono al magma del nucleo della Terra. Così a tenere insieme la rete dei vulcani sacri, che si apre con la Montagna Pelée della Martinica, prosegue in Sicilia con l’Etna, e con i vulcani dell’arcipelago delle Eolie, Vulcano e Stromboli, sarà la sacralità tout-court. Laura Chatenay-Rivauday & Giuseppe Schillaci introducono così:
“Da una parte, un vulcano spettacolare, il più grande vulcano attivo d’Europa, circondato da miti antichi e forme enigmatiche. Dall’altra, una montagna segnata dalle nubi ardenti, rovine, memoria e racconti ancestrali. Tra l’Etna e la Montagna Pelée, ciò che si gioca non è solo una storia di vulcani, ma un rapporto profondo tra le isole e i loro racconti. Quali legami invisibili collegano le isole tra loro, tra i nostri immaginari, le nostre memorie? E cosa rimane del rapporto sacro con il vulcano?”. A questi primi due vulcani si sono già aggiunti quelli delle isole Eolie, e altri saranno probabilmente aggiunti, a partire dal Vesuvio, ma quello che il lavoro intende restituire dalle loro ricognizioni in residenza, sarà il percorso ascensionale, lo sguardo sull’abisso empedocleo, il cratere, e la discesa dal vulcano, registrando, filmando, raccogliendo testimonianze, reperti, documentando le presenze naturali e sovrannaturali, creando oggetti votivi e simbolici che creeranno l’atlas documentale da cui partire per le restituzioni.
E concludono: “Nell’era dell’Antropocene, in cui l’umano crede di dominare tutto, i vulcani ci ricordano la nostra fragilità. Sono gli ultimi luoghi in cui si prova ancora lo stupore e il terrore del “sacro”. Un’opera che interroga la memoria collettiva, mescolando documentario, racconto storico e visione onirica, lasciando coesistere voci e interpretazioni diverse intorno ai vulcani.” Gaetano La Rosa
Selezione di mostre, progetti, ricerche e conferenze recenti
Laura Chatenay-Rivauday ha diretto nel 2023 Origine: Kongo, un film dedicato alla storia orale tramandata all’interno delle famiglie dei lavoratori africani giunti nei Caraibi dopo l’abolizione della schiavitù. Nel 2024 ha diretto I ké volé, un ritratto del controtenore martinicano Alix Petris, girato a Parigi nell’ambito del programma Ateliers Varan.
Giuseppe Schillaci ha pubblicato nel 2010 il suo romanzo d’esordio L’anno delle ceneri, candidato al Premio Strega. Nel 2009 ha co-diretto The Cambodian Room – Situations con Antoine D’Agata, vincitore del Premio della Giuria al Festival del Cinema di Torino e presentato in anteprima all’IDFA di Amsterdam. Nel 2024 ha diretto Bosco Grande, presentato in anteprima alle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia e vincitore del Grand Prix al Fipadoc di Biarritz.
Luoghi d’intervento:
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